BPC | Atina

Filiale | A STELLA

Quella di Atina è stata la prima filiale aperta dalla BPC dopo Cassino. Una presenza storica, ormai, che dal 1963 vede la Banca Popolare del Cassinate essere attivamente presente in città, sostenendo famiglie e imprese.

Seguendo il modello già sperimentato a Cassino con il flagship, la storica filiale di Corso Munazio Planco, 256 ospita oggi gli uffici di consulenza: spazi ampi e accoglienti, che garantiscono riservatezza e tranquillità ai colloqui con gli operatori.

Dal 2012 la filiale operativa si trova in Corso Munazio Planco, 39.

Servizi

ATM Standard: Corso Munazio Planco, 39 – h 24

ATM Evoluto: Corso Munazio Planco, 55/57 – h 24

Orario di apertura: Lunedì – Venerdì

Mattina: 8:20 – 13:30

Pomeriggio: 14:40 – 16:00

CONTATTI | Filiale

PAOLO IANNETTA
DIRETTORE FILIALE DI ATINA

Corso Munazio Planco, 39

03042 ATINA (FR)

Telefono
: 0776 692071

Mail: atinasede@bancapopolaredelcassinate.it

ATINA | La Storia della Città

Secondo la leggenda, Atina avrebbe origini antichissime, risalenti all’“Età dell’oro”, quando venne fondata da Saturno insieme ad altre cinque città del Lazio.

Certamente esisteva già in età preromana e viene citata anche in un passo dell’Eneide di Virgilio.

Probabilmente fu una città volsca. Nel V secolo era tra le città della Lega Sannitica ed entrò così in contatto con i Romani. La sua posizione la rendeva una città strategica sia perché situata sulle vie di comunicazione tra Lazio, Campania e Sannio, sia perché vicina alle miniere di ferro del monte Meta.

Durante le guerre sannitiche venne conquistata dai Romani; divenne prefettura e poi municipio. Dopo la guerra sociale del 90 a.c. acquisì definitivamente la cittadinanza romana. Cicerone parla di Atina come la “madre di molti uomini illustri, tanto che nessuna città d’Italia può dirsi più ricca“. Nell’organizzazione territoriale di Augusto fu inclusa nella I Regio, Lazio e Campania.

Venne poi distrutta dai Longobardi e ricostruita nel 626, per essere annessa poi al Ducato di Benevento. Nell’800 era sede vescovile. Fece parte della Contea di Capua e del regno unificato dai Normanni, il Regno di Sicilia e poi del Regno di Napoli e delle Due Sicilie. Fino al 1860 fece parte della provincia di Terra di Lavoro.

Venne inserita tra i possedimenti di Montecassino alla fine del XII secolo e  poi inserita nei domini dei Conti d’Aquino.

Un violento terremoto la distrusse nel 1349, ma venne ricostruita nei decenni successivi, per essere inserita poi nella Contea (divenuta poi Ducato) di Alvito

Nel 1845 la famiglia Visocchi creò la cartiera e, alla fine del XIX secolo, venne creata la centrale idroelettrica di Castellone, nel territorio di Picinisco. Nella Valle di Canneto, nel 1774, venne costruita una ferriera, che continuava lo sfruttamento delle miniere di ferro presenti sul monte Meta. La ferriera venne chiusa nel 1799, durante l’occupazione francese. Sarà poi il Governo Borbonico a costruire una nuova Ferriera a Rosanisco nel 1852, per lo sfruttamento delle risorse minerarie della zona. Il progetto però si interruppe con l’occupazione piemontese del 1860.

Durante la seconda guerra mondiale Atina, situata ai margini della linea Gustav, fu occupata dai tedeschi e subì saccheggi, violenze, devastazioni, bombardamenti. Ottenne anche la medaglia d’argento al merito civile.