BPC | Piedimonte San Germano

Filiale | TRADIZIONALE

Inaugurata nel 2011, la filiale BPC di Piedimonte San Germano è un importante presidio di una zona nella quale hanno sede importanti industrie del territorio.

Situata sulla Via Casilina, la filiale occupa una posizione strategica, in una zona di passaggio che la rende un punto di riferimento non soltanto per i residenti, ma anche per chi transita su una delle principali arterie del territorio, che collega importanti centri del cassinate.

Servizi

ATM Standard: esterno – h 24

ATM Evoluto: interno filiale – h 24

ATM Standard: Le Grange: Via Casilina Nord – Orario Centro Commerciale

Orario di apertura: Lunedì – Venerdì

Mattina: 8.20 – 13.30

Pomeriggio: 14.40 – 16.00

Servizi Accessori

Area Baby / Area Expò / Sala Conferenze

CONTATTI | Filiale

Via Casilina Nord

03030 PIEDIMONTE SAN GERMANO (FR)

Telefono: 0776 402001

Mail: piedimonteage@bancapopolaredelcassinate.it

PIEDIMONTE SAN GERMANO | La Storia della Città

Alcuni reperti fanno risalire il primo insediamento umano alla preistoria, in particolare all’età neolitica. Nel IV secolo a. C. fu un insediamento dei Volsci e, poi, dei Sanniti, provenienti dalla Valle del Sangro, che crearono un primo villaggio.
Nel III secolo a. C. i Romani imposero il loro dominio sul territorio e nel 313 a. C. fondarono la colonia di Interamna. A Pesmons, così come ad Aquinum e Casinum, vennero costruite numerose ville patrizia che poi, col declino dell’impero romano, si trasformarono in vere e proprie fortezze di difesa.

Pesmons subì le invasioni di Vandali, Ostrogoti, Unni, Eurli e Sciti. Nel 577 i Longobardi imposero il loro dominio sul territorio e Pesmons passò sotto il controllo dei Conti di Aquino e dell’Abate di Montecassino.

Il duca Gisulfo, nel 744, dopo la conversione al Cristianesimo, la donò a Montecassino, segnando per la prima volta il confine tra le terre pontificie e gli stati dell’Italia meridionale. Carlo Magno, nel 787, stabilì che Pesmons fosse proprietà della corona, ma lasciò totale dominio a Montecassino.

Nell’846 venne saccheggiata dai Saraceni e nell’884 venne conquistata dal Conte di Aquino Adenolfo; la città continuò ad essere sotto il controllo dei Conti di Aquino fino al 1067, anno in cui venne ceduta all’Abate di Montecassino Desiderio.

Nel 1140 il re di Sicilia, il normanno Ruggero II, conquistò il castello e solo al termine della conquista dell’Italia merdionale da parte dei Normanni restituì la città a Montecassino.

L’Abbazia perse il suo potere su Piedimonte nel XIII secolo, quando la città venne affidata d un funzionario regio. Nel 1230, con il Trattato di San Germano, l’imperatore Federico II la assegnò nuovamente a Montecassino e, pur attraverso diverse vicende storiche, rimase sotto la giurisdizione dell’Abazia fino al 1807. Nel 1231 Piedimonte entrò a far parte della giustizieria Terra di Lavoro (Campi Leburini) restandovi fino al 1926.
Gli ideali della Rivoluzione Francese coinvolsero anche i cittadini di Piedimonte che, nella primavera del 1796, sperarono che le libertà di cui parlavano i Francesi divenissero realtà. Ma a ristabilire lo status quo intervenne il Re di Napoli Ferdinando IV di Borbone, che presidiò la città con il suo esercito fino al 1798, quando arrivarono le truppe napoleoniche e Piedimonte entrò a dar parte del demanio reale.

Dopo l’Unità d’Italia, nel 1863, venne costruita la ferrovia Roma Napoli e Piedimonte prese il nome di Piedimonte San Germano.

Nel 1927 il regime fascista istituì la Provincia di Frosinone.

Durante la seconda guerra mondiale, la città, situata a ridosso della Linea Gustav, fu coinvolta nella battaglia di Montecassino e subì le conseguenze dei bombardamenti.

Nel 1972 l’insediamento della Fiat contribuì al rilancio dell’economia del territorio e alla crescita dell’occupazione.